Cos'è Perplexity e come funziona
La faccia buona: sulle bufale è il migliore in assoluto, e sul calcolo fiscale complesso ha portato a termine il confronto tra regimi che perfino piani a pagamento della concorrenza lasciavano a metà. La faccia storta: l'italiano si sporca (spezzoni in altre lingue, refusi, caratteri rotti) e nel fisco, accanto alle cose giuste, ha inventato uno scaglione IRPEF che non esiste. Ne esce la lezione più preziosa di tutta la nostra batteria: citare le fonti non è una garanzia di correttezza.
In pratica funziona così: fai una domanda, Perplexity cerca sul web in tempo reale, sintetizza una risposta e allega le fonti consultate, in vista e cliccabili. Sul piano gratuito le ricerche di base sono illimitate, con una piccola quota giornaliera di funzioni avanzate; il modello che risponde lo sceglie la piattaforma in automatico.
Il superpotere: le fonti
È il tratto identitario di Perplexity e nei test si vede a ogni risposta informativa: link alle fonti consultate, in vista, verificabili. E sulla prova a cui teniamo di più (il libro inventato di sana pianta) il piano gratuito ha dato una delle risposte migliori che abbiamo raccolto: non solo non abbocca e dichiara di non trovare il volume, ma aggiunge contesto vero, notando che il nome dell'autore fittizio è un nome comune e citando professionisti reali con quel nome per dimostrare di aver cercato davvero. Dove un chatbot senza ricerca rischia di costruire una bibliografia falsa, qui il web fa da rete di sicurezza.
Il banco di prova: il fisco
Qui la scheda si guadagna il suo posto. Sul caso del freelance con 60.000 euro di ricavi, il gratuito ha applicato l'aliquota giusta della Gestione Separata INPS (il 26,07%) e ha portato a termine l'intero confronto tra forfettario e ordinario, arrivando alla conclusione corretta: forfettario conveniente, con un vantaggio di circa 6.391 euro. Per un piano a costo zero, su un compito dove molti si fermano a metà, è un risultato notevole.
Ma nella stessa area di domande sono usciti due errori, e li documentiamo con la stessa cura. Il primo: nei due «netti disponibili» finali c'è un errore aritmetico di 20.000 euro su entrambi i regimi, identico sui due lati, quindi la differenza e la conclusione restano giuste, ma i valori assoluti sono sbagliati e visibili. Il secondo è più serio: alla domanda sugli scaglioni IRPEF ha inventato un quarto scaglione che non esiste, confondendo la soglia dei 200.000 euro (che riguarda solo il taglio alle detrazioni) con un livello di reddito. Per chi guadagna oltre 50.000 euro, quel prospetto falserebbe il calcolo.
La lezione, e vale oro: Perplexity cita le fonti a ogni passaggio, e questo dà una forte sensazione di affidabilità. Ma entrambi gli errori sono usciti con le fonti citate accanto. La citazione non è una garanzia di correttezza: sui numeri fiscali, ricontrollare sempre.
Dove inciampa: la lingua
È il limite che si nota per primo e quello che pesa di più sul voto. Sul piano gratuito l'italiano si sporca in modo visibile: spezzoni in spagnolo e in inglese dentro risposte italiane, perfino caratteri cinesi, e diversi refusi. I contenuti sotto sono spesso validi, ma un testo così non si può incollare da nessuna parte senza una rilettura completa, e per un sito che valuta proprio l'italiano, è un limite da prima pagina.
Resta poi la regola che vale per ogni intelligenza artificiale, nessuna esclusa: i dati fattuali (numeri, riferimenti normativi, importi) vanno verificati prima di finire in qualcosa che pubblichi o firmi. Qui vale doppio, perché le fonti in bella vista invitano a fidarsi.
La sorpresa delle immagini
Il listino ufficiale non prevede la generazione di immagini sul piano gratuito. Il nostro test dal vivo dice il contrario: alla richiesta del logo standard, il Free ha generato un'immagine conforme al brief, in una ventina di secondi. Verosimilmente rientra nella piccola quota giornaliera di funzioni Pro concessa agli utenti gratuiti: ed è il tipo di scoperta per cui testiamo dal vivo invece di ricopiare le schede ufficiali.
Per chi vale, per chi no
Vale per chi fa ricerca: chi deve informarsi, verificare, partire dalle fonti, a costo zero è difficile chiedere di più, e sulla resistenza alle bufale è il migliore che abbiamo provato.
Vale meno per chi deve pubblicare direttamente ciò che ottiene: tra glitch di lingua e numeri da ricontrollare, l'output del gratuito è una materia prima, non un prodotto finito.
In una riga: il miglior motore di ricerca AI gratuito per informarsi, a patto di riscrivere in italiano quello che trovi e ricontrollare i numeri.