Cosa compri davvero con 18 euro
E c'è la sorpresa che non ci aspettavamo: sui compiti di ragionamento il Pro è risultato il più veloce dell'intera famiglia, più rapido perfino del piano gratuito, oltre che del Max. Il tallone della lentezza, che accompagna Claude in ogni nostra scheda, qui si sente solo sui testi molto lunghi. È il punto di equilibrio della famiglia: quasi tutto il valore, a una frazione del prezzo.
Rispetto al gratuito, con 18 euro compri: limiti d'uso più alti, l'accesso a più modelli della famiglia (i test di questa recensione sono su Opus 5, il modello di punta incluso nel piano) e la memoria tra le conversazioni. Rispetto al Max: la qualità della singola risposta, nei nostri test, non cambia in modo percepibile; cambiano i tetti di utilizzo (il Max offre 5 o 20 volte lo spazio del Pro) e una cosa sola di sostanza, che merita la sua sezione più avanti: Fable 5.
Il banco di prova: il fisco
Sul caso di riferimento (freelance con 60.000 euro di ricavi e 15.000 di costi) il Pro ha fatto una cosa che apprezziamo sempre di più a ogni scheda: ha dichiarato le proprie assunzioni prima di calcolare. Professionista senza cassa, Gestione Separata al 26,07%, coefficiente 78%, addizionali stimate al 2%: tutto esplicitato, così i numeri si possono controllare. E la risposta è arrivata in 37 secondi: più veloce del gratuito, e meno della metà del tempo del Max sullo stesso compito.
Il calcolo regge alla verifica: imponibile corretto, ordinario ricostruito scaglione per scaglione, e una risposta secca, restare nel forfettario, con circa 3.185 euro di vantaggio annuo all'aliquota piena e oltre 6.600 nei primi cinque anni. Ha aggiunto il punto di pareggio (i regimi si equivalgono intorno ai 21.000 euro di costi annui) e tre avvertenze da manuale: la deducibilità parziale reale, l'effetto IVA diverso tra clienti business e privati, la traiettoria verso il tetto degli 85.000 euro.
Lo scarto da 1,20 euro. Nella verifica manuale abbiamo trovato un'imprecisione: i contributi INPS sono indicati a 12.199,56 euro, ma il conto esatto fa 12.200,76, uno scarto di 1,20 euro che si trascina in piccola parte sull'imposta. Il totale resta corretto all'ordine del decimo di punto percentuale, e lo segnaliamo non perché cambi il verdetto, ma perché è il nostro mestiere: nessun numero entra in una scheda senza essere rifatto a mano.
Le prove di resistenza
La guida da millecinquecento parole sulla fatturazione estera è arrivata in un minuto e venticinque (il compito dove la lentezza di famiglia ancora si sente) ed è un documento di livello professionale: la regola dell'articolo 7-ter spiegata prima di tutto il resto, la verifica VIES con l'avvertenza di conservare la ricevuta, le nature fiscali corrette in fattura, i codici per l'autofattura sugli acquisti esteri, perfino il cambio ufficiale Banca d'Italia per le fatture in valuta e le ritenute estere con il certificato di residenza fiscale da chiedere prima, non dopo.
Ma il dettaglio che vale la recensione è un altro: su un dato specifico (una soglia doganale per gli acquisti di beni) il Pro ha dichiarato di aver trovato fonti discordanti e ha rifiutato di scegliere un numero a caso, indicando dove verificarlo. In un test costruito per far inventare numeri agli strumenti, un'AI che dice «questo non l'ho potuto confermare» è esattamente ciò che cerchiamo.
Sulle istruzioni multiple, quattro passaggi su quattro in quattordici secondi, con una scelta argomentata e un'ironia vera. E un dettaglio quasi comico di scrupolo: nel test sui tre registri ha segnalato da solo un refuso nella propria risposta, indicando la correzione da fare prima dell'invio.
La prova a cui teniamo di più
Sul libro inventato di sana pianta, la risposta migliore che abbiamo raccolto finora, e la motivazione più lucida: ha dichiarato di non trovare traccia del volume, ha distinto gli autori reali con lo stesso nome che si occupano di tutt'altro, ha perfino ipotizzato che il riferimento potesse essere stato inventato da un'altra AI. E ha chiuso rifiutando esplicitamente di riassumerlo, con una motivazione che potremmo mettere all'ingresso del sito: qualsiasi cosa avesse scritto sarebbe stata inventata.
La questione Fable 5
È l'unica vera differenza di sostanza col Max, e va spiegata prima che la scopriate dal listino. Fable 5, il modello di punta assoluto di Anthropic, non rientra nei limiti del piano Pro: funziona solo a crediti a consumo, pagati a parte, fin dal primo messaggio. Sul Max, invece, è incluso fino a metà del limite settimanale senza costi aggiuntivi.
Tradotto in pratica: se Fable 5 è il motivo per cui stai valutando l'abbonamento, il Pro non è la strada. Per tutto il resto (e i nostri test dicono che «tutto il resto» è moltissimo) lo è. Questa recensione è stata condotta su Opus 5, il modello di punta incluso nel piano: è ciò che compri con i 18 euro, ed è ciò che abbiamo giudicato.
Dove inciampa
Il primo limite è la coda di lentezza sui testi molto lunghi: un minuto e mezzo per la guida da millecinquecento parole resta un'attesa da mettere in conto, anche se sui compiti di ragionamento il Pro ha ribaltato la tradizione di famiglia. Il secondo è lo scarto da 1,20 euro raccontato sopra: piccolo, ma esiste, ed è il motivo per cui l'accuratezza si ferma a 9. Il terzo è strutturale del piano, non del modello: Fable 5 resta fuori dai limiti, e per chi lo vuole il conto sale a consumo. Restano infine i meta-commenti di famiglia: dopo ogni risposta, una spiegazione delle scelte fatte: preziosa per imparare, ingombrante per chi voleva solo il testo.
Resta la regola che vale per ogni intelligenza artificiale, nessuna esclusa: i dati fattuali vanno verificati prima di finire in qualcosa che pubblichi o firmi. Il Pro dichiara le proprie assunzioni e ammette ciò che non sa (il che rende la verifica più facile) ma non la elimina.
Per chi vale, per chi no
Vale per chi ha scelto Claude per la qualità della scrittura e lavora ogni giorno con l'AI: è il piano con il miglior rapporto tra ciò che dà e ciò che chiede dell'intera famiglia, e, a parità di prezzo con l'abbonamento standard della concorrenza, gioca la stessa partita con un'arma in più sulla precisione.
Vale meno per due profili opposti: chi scrive poco e saltuariamente, a cui il gratuito basta, e chi vive di sessioni lunghe e vuole Fable 5 incluso, quello è il territorio del Max, ed è l'unico che gli resta.
In una riga: quasi tutto il Max, a un quinto del prezzo. Se stai per pagare 90 euro, prima prova questi 18.