Cosa cambia davvero rispetto al gratuito
E adesso la parte che conta di più, perché è quella che ti fa risparmiare soldi: quasi certamente non ti serve. Novanta euro al mese più IVA (oltre cento lordi) sono quattro volte e mezza il costo dell'abbonamento standard della concorrenza, per un vantaggio che si manifesta solo su un tipo di lavoro molto specifico. È il miglior strumento del nostro test e, per la maggior parte dei freelance, l'acquisto sbagliato.
Il piano gratuito di Claude era già eccellente sulla scrittura. Il Max non «scrive meglio» in modo percepibile: quello che aggiunge è profondità di indagine e completezza tecnica. Dove il gratuito dà la risposta giusta, il Max dà la risposta giusta più il contesto normativo, il dato di dettaglio che nessun altro cita, e la spiegazione del perché.
Il secondo cambiamento è nei limiti d'uso: il gratuito si esaurisce in fretta, il Max è pensato per chi lavora con lo strumento tutto il giorno, con accesso prioritario e limiti di output più alti. È questo, più della qualità, ciò che si compra.
Il banco di prova: il fisco
Qui il Max ha fatto qualcosa che nessun altro strumento aveva fatto in tutta la batteria: è andato a cercare i dati aggiornati prima di rispondere, citando la circolare INPS di riferimento per l'anno in corso. Sul caso del freelance in forfettario con 60.000 euro di ricavi ha portato a termine il calcolo su entrambi i regimi (cosa che il piano gratuito lasciava a metà) arrivando a circa 17.390 euro di carico complessivo nel forfettario contro circa 20.030 nell'ordinario.
Ma il dettaglio che vale l'intera recensione è un altro: ha citato il massimale della Gestione Separata, un dato che nessuno degli altri strumenti aveva tirato fuori, e soprattutto ha colto la riduzione della seconda aliquota IRPEF dal 35 al 33 per cento introdotta dalla Legge di Bilancio, spiegando che si trattava di una novità normativa, non di un errore.
Vale la pena raccontare cosa è successo dopo, perché dice come lavoriamo. Nella scheda di un altro strumento avevamo segnato quel 33% come uno sbaglio. Il Max ci ha contraddetti. Siamo andati a verificare sulle fonti normative, e aveva ragione lui: abbiamo dovuto correggere la nostra scheda e alzare un voto che avevamo abbassato ingiustamente.
Il prezzo pagato per questa precisione, ancora una volta, è il tempo: su questa prova il Max ha impiegato oltre un minuto e venti.
Le prove di resistenza
La guida da millecinquecento parole sulla fatturazione verso l'estero è il documento più accurato prodotto in tutta la batteria, da qualunque strumento. Non solo i riferimenti che ci si aspetta (l'articolo 7-ter, la verifica VIES, gli adempimenti Intrastat) ma i codici tecnici precisi che servono davvero a chi emette la fattura, e una correzione che nessun altro aveva fatto: ha segnalato che l'esterometro come comunicazione periodica separata non esiste più, essendo confluito nel flusso ordinario del Sistema di Interscambio. Un altro strumento, sullo stesso compito, lo dava ancora per vigente.
È anche la prova più lenta di tutte: oltre un minuto e mezzo di attesa. Sulla consegna con quattro istruzioni in sequenza, invece, la velocità torna accettabile: quindici secondi, quattro passaggi su quattro, con un'ironia centrata e la spiegazione della scelta stilistica.
La prova a cui teniamo di più
Sul libro inventato di sana pianta il Max ha dato la risposta migliore che abbiamo raccolto: non solo ha dichiarato di non trovare riscontri, ma ha spiegato perché preferiva dirlo apertamente invece di descrivere contenuti che avrebbe dovuto inventare. Ha perfino notato che il nome dell'autore che ci eravamo inventati coincide con quello di una persona reale che si occupa di tutt'altro, distinguendo i due casi. È il comportamento che vorremmo da ogni strumento a cui un professionista affida una ricerca.
Le immagini: una precisazione necessaria
Il voto sulle immagini è 5, e va spiegato con precisione perché il numero da solo ingannerebbe. Claude Max non genera immagini come fa la concorrenza: niente illustrazioni, niente fotografie sintetiche. Quello che produce è grafica vettoriale scritta a codice, e la produce bene: per un logo geometrico, un'icona o uno schema il risultato è pulito e modificabile. Per un'illustrazione o un'immagine di copertina, semplicemente non è lo strumento.
Dove inciampa
Due limiti, e sono gli stessi del piano gratuito, amplificati. Il primo è la lentezza. Il Max è il più lento in assoluto del nostro test: sui compiti pesanti si superano abbondantemente il minuto e mezzo. Non è un difetto di prestazioni ma una conseguenza del modo in cui lavora (cerca, verifica, argomenta) però va saputo prima, perché su volumi cambia la giornata.
Il secondo è il prezzo, ed è il motivo del voto qualità/prezzo più basso che abbiamo assegnato a un chatbot: 7,5. Novanta euro più IVA al mese, con il livello superiore a centottanta, sono un investimento che ha senso solo se lo strumento è al centro della giornata lavorativa. Per un uso normale, il piano intermedio dello stesso fornitore costa una frazione e copre la stessa qualità di scrittura.
Resta poi la regola che vale per ogni intelligenza artificiale, nessuna esclusa: i dati fattuali vanno verificati prima di finire in qualcosa che pubblichi o firmi. Il Max è il più affidabile che abbiamo provato (al punto da averci corretti) ma il controllo finale resta un mestiere umano.
Per chi vale, per chi no
Vale per chi usa l'AI come strumento centrale del proprio lavoro e ne sfrutta i limiti alti: chi produce documentazione tecnica lunga, chi lavora su materia normativa dove un dettaglio sbagliato costa caro, chi ha bisogno di sessioni di lavoro estese senza sbattere contro un tetto di utilizzo.
Vale meno (e va detto chiaro) per tutti gli altri. Se scrivi contenuti, email e post, il piano gratuito dello stesso fornitore ti dà lo stesso italiano a zero euro. Se ti serve un abbonamento di lavoro, il piano intermedio costa una frazione. Il salto al Max si giustifica per i limiti d'uso, non per la qualità della singola risposta.
In una riga: il più accurato che abbiamo testato, e quasi certamente non quello che ti serve. Compralo per i limiti alti, non per il voto.